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Siti e aree turistiche a Napoli e Campania

Centro Direzionale di Napoli
Il progetto, approvato nel 1983 e realizzato dall’Ingegnere giapponese Kenzo Tange, previde la divisione, su due livelli distinti, di traffico veicolare e traffico pedonale. Il primo si concentra nel livello sotterraneo, in cui si trovano anche i parcheggi, mentre gli ampi viali superiori sono riservati esclusivamente alla circolazione pedonale. L'area è divisa in diciotto isole e le costruzioni si classificano in due categorie: piastre e torri.

Attualmente, l'edificazione del centro è realizzata per il 50%, limitatamente alla metà occidentale del progetto, ma sono in corso di progettazione gli elementi per il proseguimento dell'opera.

Mostra d'Oltremare
Nel quartiere napoletano di Fuorigrotta la Mostra d’Oltremare è una delle principali sedi fieristiche italiane.

Il complesso della Mostra fu ideato nel 1937 per esaltare la politica coloniale del regime fascista e venne inaugurato nel maggio del 1940, ma dopo appena un mese dall’inaugurazione, chiuse a causa della guerra.

Negli anni 90 è stato avviato un progetto di riqualificazione dell’area ed oggi la Mostra d’Oltremare è un parco ambientale polifunzionale con fiere, congressi, concorsi e spettacoli.

Sono stati progressivamente restaurati: il Padiglione dell’America Latina, l’ingresso monumentale, i Padiglioni del Complesso Caboto, il Laghetto dei Bagni di Fasilides, La Piscina Olimpica, la Fontana dell’Esedra.

Oggi la Mostra d’Oltremare propone un’area fieristica composta di nove padiglioni, un importante Struttura Congressuale con oltre 20 sale da 15 a 820 persone, la sala Auditorium e l’Arena Flegrea utilizzati per concerti e spettacoli di cabaret.


San Domenico Maggiore, chiesa e piazza
(1283/1324 ) L’'appoggio degli Angioini e delle varie dinastie, permise ai Domenicani di realizzare, con un continuo programma di rifacimenti, uno dei complessi monastici più vasti e più ricchi della città, sede della prima università napoletana.
L'interno a tre navate recupera una tipologia gotica presente in altre chiese angioine a Napoli. Ma la spazialità originaria, risulta sconvolta dal restauro ottocentesco di Federico Travaglini (1850-53) il quale qui propose un gusto neogotico molto diffuso in quegli anni in Europa. Alla trasformazione delle coperture seguì un rivestimento delle pareti ed una doratura degli archi e dei capitelli, ottenendo un cromatismo lontano da ogni suggestione gotica.

La cappella Brancaccio merita particolare attenzione: affrescata da Pietro Cavallini (1309) dà l'idea di come si presentava la chiesa nel Trecento.
Nella cappella del crocifisso, secondo la tradizione, Cristo parlò a S.Tommaso d’Aquino.
Nella sagrestia, sono disposti 45 feretri contenenti le spoglie dei Re Aragonesi e di personaggi come Don Ferrante d’Avalos, marito di Vittoria Colonna, che vinse e catturò a Pavia Francesco I di Valois. La chiesa custodiva, fino a qualche anno fa, la celebre Flagellazione del Caravaggio, oggi a Capodimonte, mentre è ancora visibile la copia che del celebre quadro realizzò Andrea Vaccaro.
Le quinte della famosa piazza sono formate, oltre che dall'abside della chiesa, dai Palazzi Petrucci (con scala catalana), Casacalenda (opera di Vanvitelli e Gioffredo), Corigliano e de Sangro. Al centro della piazza si eleva la guglia in marmo eretta dopo la peste del 1656 su progetto di Francesco Antonio Picchiatti e terminata nel 1737 da Domenico Antonio Vaccaro.

Chiesa del Carmine e Piazza Mercato
Domina la zona che fu teatro della rivoluzione di Masaniello (1647). Esisteva già nel XII secolo una chiesetta con un’immagine della Madonna detta «La Bruna» che fu rifatta tra il 1283 e il 1300 con il denaro che la Regina Elisabetta di Baviera aveva destinato al riscatto del figlio, Corradino di Svevia. Purtroppo il giovane principe era già stato giustiziato in Piazza Marcato ed il denaro fu destinato all’ampliamento della chiesa che ospita la sua tomba. A destra della facciata svetta l’agile campanile con una singolare cuspide a mattonelle maiolicate di Fra’ Nuvolo (prima metà del Seicento). Ogni anno, il 15 luglio, ricorrenza della Madonna del Carmine, spettacolare «incendio» del campanile con fuochi pirotecnici.

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