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Hotel Il Convento: Siti turistici

Museo di Capodimonte
raggiungibile con Metropolitana linea 2 + autobus.

Progettato e costruito dai Borbone nel 1738 come reggia-museo. Nucleo essenziale delle raccolte, la collezione Farnese, contava alla fine del settecento oltre 1700 dipinti, insieme ad una selezione di arti decorative altrettanto imponente e inestimabile. Espone capolavori di Masaccio, Botticelli, Perugino, Bellini, Tiziano, Parmigianino, Bruegel, Carracci, Guido Reni, Carvaggio, Giordano.
Nel corso dell'ottocento il Museo si arricchì di altre importanti sezioni: oltre le collezioni borboniche, dipinti e oggetti preziosi provenienti da monasteri soppressi, da donazioni reali e di privati e da successive acquisizioni; e ancora i capolavori del cardinale Borgia, acquistati da Ferdinando I di Borbone nel 1817, antichità egizie, etrusche, volsce, greche, romane, tra cui il famoso Globo celeste.

Museo Archeologico
(ex Museo borbonico e Palazzo degli studi)
raggiungibile con Metropolitana linea 2

Il palazzo che ospita l'attuale Museo fu iniziato nel 1586 come cavallerizza. Nel 1612 Don Pedro Fernando de Castro, viceré di Napoli, incaricò l'architetto Giulio Cesare Fontana di progettarvi la nuova sede dell'Università.
Trasformato alla fine del XVIII secolo dall'architetto Pompeo Schiantarelli in "Real Museo" ospitava le collezioni archeologiche provenienti da Ercolano, Pompei e Stabia. Infatti, Ferdinando IV di Borbone vi trasferì la pinacoteca di Capodimonte e le raccolte della Villa Reale di Portici e del cardinale Stefano Borgia.
Il Museo fu titolato "Nazionale" da Garibaldi, inglobando le collezioni archeologiche, artistiche e bibliografiche dei re Carlo, Ferdinando IV, Francesco I e Ferdinando II di Borbone. Inoltre il Museo era stato sede di istituzioni prestigiose, quali la Società Reale Borbonica e l'Accademia di Belle Arti.
Dal 1957 (dopo che la Biblioteca borbonica fu trasferita nel Palazzo Reale e intitolata a Vittorio Emanuele II, la Pinacoteca nel Palazzo di Capodimonte) il Museo è stato destinato alle sole raccolte di antichità.

Guglia dell'Immacolata
L'obelisco fu donato dal popolo a Carlo di Borbone, che desiderava vedere esposta la statua della Vergine, tutto fu organizzato dal gesuita padre Pepe, noto difensore dei diritti dei poveri e stimato dalla corte borbonica. Nel 1747 si costruì la bella guglia barocca dedicata all'Immacolata, con grande costernazione del duca di Monteleone che temeva l'abbattimento dell'alta e svettante costruzione sulla facciata del suo palazzo.

Il re avrebbe voluto collaborare di propria tasca alla grande "colletta" popolare voluta da padre Pepe, che rifiutò, per riuscire da solo (e vi riuscì) a raggranellare fra i cittadini la non indifferente cifra per pagare gli artisti.Il progetto della guglia dell'Immacolata è del Genoino su indicazioni dello stesso padre Pepe; le belle sculture sia statue a tutto tondo che medaglioni in altorilievo rappresentanti santi dell'ordine gesuita ed episodi evangelici, sono di Matteo Bottiglieri e Francesco Pagano.

Gesù Nuovo
Costruita nel XVI secolo sull'area del rinascimentale Palazzo Sanseverino, di cui conserva la facciata in bugnato a punta di diamante, fu progettata dal gesuita L. Valeriani.
Nel 1767 i Gesuiti furono banditi dal regno, la chiesa passò ai francescani riformati. Finalmente nel 1821 fu restituita all'ordine fondatore. L'interno si presenta molto fastoso per il rivestimento in marmi policromi delle pareti. L'altare maggiore, contiene intarsi di agata nera, porfido, diaspro, ametista, malachite e lapislazzuli. Sulla controfacciata è l'affresco di F. Solimena con la "Cacciata di Eliodoro" dal tempio (1725). Sul soffitto della navata centrale affreschi di B. Corenzio e P. De Matteis.

Il cappellone di S. Ignazio di Loyola, fondatore della compagnia di Gesù, fu eretto dal principe Gesualdo da Venosa, celebre madrigalista che fece uccidere la propria moglie e l'amante; La cappella della Visitazione custodisce le spoglie di San Giuseppe Moscati, medico dell’Ospedale degli Incurabili e docente universitario, il quale si prodigò per tutta la sua vita in favore degli ammalati e dei poveri, canonizzato nel 1987.

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